Per creare migliaia di nuovi posti di lavoro a basso costo la soluzione è investire nelle energie rinnovabili.
La disoccupazione si può contrastare con la green economy: lo dichiarano WWF e altre ONG in occasione del settimo anniversario del famoso Protocollo di Kyoto. In Europa potrebbero infatti nascere migliaia di green jobs a costi molto contenuti grazie alle energie rinnovabili e alla sostenibilità.
Si calcola che sia sufficiente investire 1 mld di euro per programmi ambientali e infrastrutture sostenibili nel settore dell’agricoltura per garantire il lavoro a 29mila lavoratori. Lo stesso importo investito in energie rinnovabili produrrebbe un incremento di posti di lavoro per 52.700 lavoratori e coinvolgendo anche il comparto del risparmio energetico si salirebbe a quota 78.600.
A conti fatti sarebbe comprensibile e credibile come potrebbe l’Unione Europea creare oltre mezzo milione di posti di lavoro se la Commissione Europea decidesse di investire anche soltanto il 14% del budget previsto nel quadro finanziario pluriennale 2014-2020 nei settori verdi delle energie rinnovabili, dei trasporti sostenibili, dell’efficienza energetica negli edifici e della gestione dei siti Natura 2000.
Il WFF e le altre ONG accusano la Commissione Europea di non aver considerato i costi e i benefici di un’operazione del genere, soprattutto dal punto di vista occupazionale e della il WWF e le altre ONG contestano la mancanza di una analisi costi-benefici, in particolare dal punto di vista della creazione di nuovi posti di lavoro.
E’ necessario che la politica si renda conto che è possibile creare migliaia di posti di lavoro “puliti” e utili semplicemente inserendo gli investimenti verdi come voce di bilancio nei prossimi investimenti della UE.
E’ necessario anche affrontare il settore green come cambiamento sociale e di cultura, predisponendo dei piani formativi per i lavoratori del futuro nel settore green, trainandoli nell’economia del futuro in maniera semplice e indolore.